8 Novembre 2009
« Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude. […] Purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita, è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche. »
(Piergiorgio Welby)
« Come già Luca Coscioni, a mio turno sono oggi oggetto di offese e insulti, di pensieri, parole, aggressioni alla mia identità ed alla mia immagine, quasi non bastassero quelle perpetrate al corpo che fu mio e che, invece, vorrei, per un attimo almeno, mi fosse reso come forma necessaria del mio spirito, del mio pensiero, della mia vita, della mia morte; in una parola del mio essere »
(Piergiorgio Welby in una lettera inviata al tg3 l’8 dicembre 2006)
Non credo lei leggera mai questa mia lettera,
volevo scriverle direttamente, ma non ho trovato una mail.
Ricordo i giorni in sui suo marito chiedeva di poter lasciare questo mondo con dignita.
Ricordo i suoi ultimi giorni, ricordo cosa io pensavo:
Credevo lui sbagliasse.
Ma il tempo cambia, le persone cambiano, io sono cambiata, travolta dagli eventi, cambiata e mutata dentro, e con il senno di poi, sento il dovere di porgerle le mie scuse.
Chiedo scusa per qui miei pensieri contrari, chiedo scusa, perche sbagliavo io.
Ogni individuo deve avere il diritto sacrosanto e legittimo di poter decidere della sua vita e della sua morte, scegliere di andarsene con dignita, senza dolori senza umiliazioni, senza essere constretti allo ” stupro ” forzato di mani che ti toccano ( come successe alla povera Eluana ) e non c’e cosa peggiore che condannare una persona a vivere questa tortura.
Mi permetta di regalarle i versi di questa poesia, voglio dedicarla a lei e suo marito, con la vostra forza avete insegnato tanto.
Grazie
Ho scelto te
Nel silenzio della notte,
io ho scelto te.
Nello splendore del firmamento,
io ho scelto te.
Nell’incanto dell’aurora,
io ho scelto te.
Nelle bufere più tormentose,
io ho scelto te.
Nell’arsura più arida,
io ho scelto te.
Nella buona e nella cattiva sorte,
io ho scelto te.
Nella gioia e nel dolore,
io ho scelto te.
Nel cuore del mio cuore,
io ho scelto te.
~ S. Lawrence ~