Voglia di andare via
di Sashka Gjorgjieva
Prendiamo un treno
ed andiamo via
in un posto dove
non c’è malinconia
per fuggire da
questa monotonia
e ritrovare quell’allegria
che un temopo era casa mia,
respirare la simpatia
persa di vista
quando cambiò
la melodia
delle nostre giornate
passate a rincorrere
cuori stonati
impegnati in versi sbagliati
Scritto da figliadellabora.it in
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Mia
creatura,
ti ho dato un posto nel grembo di tua madre, ti ho ricoperto
il viso di un velo cosi´che tu non abbia paura, ho rivolto il tuo viso
verso il dorso di tua madre cosi´che l’odore del cibo non
t’infastidisca, ho messo un supporto alla tua destra e un’altro alla
tua sinistra cosi´che tu possa riposare, alla tua destra il fegato e
alla tua sinistra la milza, ti ho insegnato ad alzarti e a sederti nel
ventre di tua madre.
C’è qualcun’altro al mondo capace di fare tali
cose?
Quando è giunto il tuo termine, Io invio l’Angelo per
accoglierti, ti accoglie su una piuma delle sue ali.
Non hai denti per
mangiare, non sai come usare i tuoi piedi.
Per nutrirti, Io ho posto
due vene sottili, nei seni di tua madre.
Del latte solo per te, fresco
durante l’estate e tiepido durante l’inverno. Se non dormi, tua madre
non dorme.
Se non mangi, tua madre non mangia.
Anonimo ( spedita trammite catena mail)
Mentre dormivi nella tua culla, la Luna, che è il capriccio in persona, guardò dalla finestra e disse: “Questa bambina mi piace”.
Discese languidamente la sua scala di nuvole, e passò senza fare rumore attraverso i vetri. Poi si stese su di te con la morbida tenerezza di una madre, e depose i suoi colori sulla tua faccia. Così le tue pupille sono rimaste verdi, e le tue guance straordinariamente pallide. Contemplando quella visitatrice i tuoi occhi si sono così bizzarramente ingranditi; e lei ti ha così teneramente serrato la gola che ti è rimasta per sempre la voglia di piangere.
Nell’ espansione della sua gioia, la Luna continuava a riempire tutta la stanza di un’atmosfera fosforescente, di un veleno luminoso; e tutta quella viva luce pensava e diceva: “Subirai eternamente l’influsso del mio bacio. Sarai bella a modo mio. Amerai ciò che amo io e ciò che mi ama: l’acqua, le nuvole, il silenzio e la notte; il mare immenso e verde; l’acqua informe e multiforme; il luogo in cui non sei; l’amante che non conosci; i fiori mostruosi; i profumi che fanno delirare; i gatti che si beano sui pianoforti e che gemono come le donne, con voce roca e dolce.
“E sarai amata dai miei amanti, corteggiata dai miei corteggiatori. Tu sarai la regina degli uomini dagli occhi verdi a cui ho stretto la gola con le mie carezze notturne; di coloro che amano il mare, il mare immenso, tumultuoso e verde, l’acqua informe e multiforme, il luogo in cui non sono, la donna che non conoscono, i fiori sinistri che somigliano ai turiboli di una religione ignota, i profumi che turbano la volontà e gli animali che sono gli emblemi della loro follia”.
Ed per e’ questo, maledetta e cara bambina viziata, che io ora sono ai tuoi piedi, e cerco in tutta la tua persona il riflesso della temibile Divinità, della fatidica madrina, della madrina avvelenatrice di tutti i lunatici!