Marzo 2010


“Non ci sara nessuna videocassetta.Personalmente me ne strafotto delle videocassette.Non sono un mio problema.
Il mio problema e un altro.
E mi fa stare male. Ecco perche devo a tutti i costi scoprire come mai una donna stimata da chi la conosceva, bene integrata, coccolata dal marito, bella e intelligente, moderna, bene integrata, adulata dalle amiche in gran parte ebree, ha potuto da un giorno al altro imbottisi di esplosivo e andare in un luogo pubblico per mimettere in questione tutot quello che lo stato d’Isdraele a fatto per gli arabi che ha colto in seno.
Si rende conto della situazione dotto Jaafari?”

UNO STRANIERO NELLA NOTTE
La luna si rifletteva nell’occhio del cavallo a dondolo, e anche in quello del topolino, quando Tolly lo tirò fuori da sotto il cuscino. Tic-tac, tic-tac faceva l’orologio, tutto il resto era silenzio. A un tratto, o così parve di udire al bambino, uno scalpiccio: piccoli piedi che correvano scalzi attraverso la stanza. Una risatina, un sussurro e poi un altro rumore, come il frusciare delle pagine di un grosso libro.
Lucy M. Boston, The Children of Green Knowe

da cuore d’inchiostro di Cornelia F.

da “Vivere amare capirsi di Leo Buscaglia

Tu non hai altro che te stesso, percio’ devi diventare la persona piu’ bella, tenera, meravigliosa, fantastica del mondo. E allora sopravviverai sempre

La mia felicita’ sono io, non tu
non soltanto perche’ tu puoi essere fugace
ma anche perche’ tu vuoi che io sia cio’ che non sono.
Io non posso essere felice quando cambio
soltanto per soddisfare il tuo egoismo
e non posso sentirmi felice quando mi critichi perche’
non penso i tuoi pensieri,
e non vedo come vedi tu.
Mi chiami ribelle,
Eppure ogni volta che ho respinto le tue convinzioni
tu ti sei ribellato alle mie.
Io non cerco di plasmare la tua mente,
so che ti sforzi di essere te stesso.
E non posso permettere che tu mi dica cosa devo essere,
perche’ sono impegnata ad essere me.
Tu dicevi che ero trasparente
e facile da dimenticare.
Ma allora perche’ cercavi di usare la mia vita
per provare a te stesso chi sei tu?

dal libro serena di Bambaren

Ancora una volta, Serena camminava a piedi nudi lungo la battigia.
Amava quella piccola spiaggia, un minuscolo sorriso bianco sull’oceano.
lo sguardo era fisso all’orizzonte, come aveva fatto tanti altri pomeriggi,
in cerca di una risposta a tutte le domande che si portava dentro da sempre.

“Perchè non sorridi mai, Momo?” mi domandò monsieur Ibrahim.
La domanda era come un cazzotto, un vero e proprio cazzotto al fegato, non c’ero preparato.
“Sorridere è roba da gente ricca, io non ho i mezzi”
Naturalmente lui cominciò a sorridere, tanto per farmi girare le scatole.
“Perchè tu credi che io sia ricco?”
“Beh la sua cassa è sempre strapiena. Non conosco nessuno che per tutto il giorno abbia cosi tanti soldi sotto gli occhi”
“Ma i soldi mi servono per pagare la merce e il locale. E alla fine del mese non resta molto sai”.
E sorrideva sempre più, come per prendermi in giro. “monsieur Ibrahim quando dico che il sorriso è roba da ricchi intendo che è rob a per gente felice”
“E’ qui che ti sbagli. E’ il sorriso che rende felici”
“col cavolo!”
“Prova”
“Col cavolo ho detto”
“Ma scusa Momo tu sei educato, no?”
“Per forza se non voglio rimediare un ceffone”
“Ecco educato va bene. Cordiale è meglio prova a sorridere e vedrai”
Beh, dopo tutto, con monsieur Ibrahim che me lo chiede con tanta gentilezza, allungandomi una scatola di choucroute di qualità sopraffina. vale la pena di provare…
Il giorno dopo, sembro un malato che si sia beccato il virus
durante la notte: sorrido a tutti”

“Bah cosa vuol dire per te essere ebreo Momo?”
“non lo so per mio padre significa stare depresso tutto il giorno. Per me.. è solo una cosa che mi impedisce di essere qualcos’altro”.

utore: Isabel Allende

Libro: “La casa degli spiriti” di Isabel Allende

 

Per la prima volta nella sua vita, Alba sentì il bisogno di essere bella e rimpianse che nessuna delle splendide donne della sua famiglia le avesse lasciato in eredità i suoi attributi, e l’unica che l’aveva fatto, la bella Rosa, le aveva dato solo una sfumatura d’alga marina ai suoi capelli, che, se non era accompagnata da tutto il resto, sembrava piuttosto un errore del parrucchiere. Quando Miguel indovinò la sua inquietudine, la portò per mano fino al grande specchio veneziano che ornava un angolo della camera segreta; tolse la polvere dal vetro incrinato e poi accese tutte le candele che aveva e gliele mise intorno. Lei si rimirò nei mille frammenti dello specchio. La sua pelle, illuminata dalle candele, aveva il colore irreale delle figure di cera. Miguel cominciò ad accarezzarla e lei vide trasformarsi il suo volto nel caleidoscopio dello specchio e convenne infine che lei era la più bella dell’universo, perché aveva potuto vedersi con gli occhi con cui la vedeva Miguel.

 

Riferimento: Dal capitolo 11 “Il Risveglio”.

Non perdere mai la speranza nell’inseguire i tuoi Sogni,
perché c’e’ un’unica creatura che può fermarti,
e quella creatura sei tu.
Non smettere mai di credere in te stessa e nei tuoi sogni.
Non smettere mai di cercare,
tu realizzerai sempre ogni cosa ti metterai in testa.

L’unico responsabile del tuo successo
o del tuo fallimento sei tu, ricordalo…
ogni pensiero o idea pronunciata a voce alta viaggia nel vento,
la voce corre nell’aria, cambiandone il corso.
Se sei brava da udire abbastanza,
tu potrai ascoltare l’eco di saggezze
e conoscenze lontane nel tempo e nello spazio.
Tutto il sapere del mondo e’ a disposizione di chiunque sia disposto
a credere e a voler ascoltare.

La libertà e’ una scelta che soltanto tu puoi fare:
tu sei legata soltanto dalle catene delle tue paure.
Non e’ mai una vera tragedia provare e fallire,
perché prima o poi si impara, la tragedia e’
non provarci nemmeno per paura di fallire.

Mentre noi possiamo orientare
le nostre mosse verso un obiettivo comune,
ognuno di noi deve trovare la sua strada,
perché le risposte non possono essere trovate
seguendo le orme di un’altra persona….
Se tu puoi compiere grandi cose quando gli altri credono in te,
immagina ciò che puoi raggiungere
quando sei tu a credere in te stessa.

Peter O’Connor, da “Ali sull’oceano”

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