2 Aprile 2010
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«Mildred, che cosa ne diresti, se… insomma, se, diciamo, io abbandonassi il mio lavoro per qualche tempo?»
«Vuoi rinunciare a ogni cosa? dopo tutti questi anni di lavoro, saresti disposto a rinunciare a ogni cosa, solo perché, una notte, una donna e i suoi libri…»
«Avresti dovuto vederla, Millie!»
«Che vuoi che me ne importi? non la conosco nemmeno! e ha fatto male a tenersi dei libri in casa. La colpa è stata tutta sua. Doveva pensarci prima. Per me, io la odio. Sarà stata lei a farti abbandonare il lavoro, dopo di che ci ritroveremo, lo sai benissimo, in mezzo a una strada, senza casa, senza posto, più niente!»
«Tu non c’eri, stanotte, non l’hai veduta» riprese lui. «Ci dev’essere qualcosa di speciale nei libri, delle cose che non possiamo immaginare, per convincere una donna a restare in una casa che brucia.
E’ evidente!»
«Doveva essere una sempliciotta, quella donna.»
«Ragionava bene, meglio, forse, di te e di me, eppure l’abbiamo arsa viva.»
«E’ acqua passata, ormai.»
«Macché acqua! fuoco, vorrai dire. Non hai mai visto una casa in preda alle fiamme? Continua a bruciare, quando tutto sembra finito, per giorni e giorni. Ebbene, quell’incendio continuerà per me fino all’ultimo giorno della mia vita. Dio! ho cercato di estinguerlo, nella mia mente, per tutta la notte. Sono mezzo impazzito, a forza di tentare.»
«Avresti dovuto pensarci, a tutto questo, prima di diventare un incendiario.»
«Pensarci! Mi è stato mai concesso di scegliere? mio nonno e mio padre erano vigili del fuoco. Perfino in sogno, facevo come loro.»