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	<title>Figlia Della Bora</title>
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	<description>Ululando alla Luna di Cemento</description>
	<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 07:27:08 +0000</pubDate>
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		<title>TIMIDEZZA - PABLO NERUDA</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 07:27:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>figliadellabora.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[TIMIDEZZA
Appena seppi, solamente, che esistevo
e che avrei potuto essere, continuare,
ebbi paura di ciò, della vita,
desiderai che non mi vedessero,
che non si conoscesse la mia esistenza.
Divenni magro, pallido, assente,
non volli parlare perché non potessero
riconoscere la mia voce, non volli vedere
perché non mi vedessero,
camminando, mi strinsi contro il muro
come un’ombra che scivoli via.
Mi sarei vestito
di tegole rosse, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>TIMIDEZZA</p>
<p>Appena seppi, solamente, che esistevo<br />
e che avrei potuto essere, continuare,<br />
ebbi paura di ciò, della vita,<br />
desiderai che non mi vedessero,<br />
che non si conoscesse la mia esistenza.<br />
Divenni magro, pallido, assente,<br />
non volli parlare perché non potessero<br />
riconoscere la mia voce, non volli vedere<br />
perché non mi vedessero,<br />
camminando, mi strinsi contro il muro<br />
come un’ombra che scivoli via.<br />
Mi sarei vestito<br />
di tegole rosse, di fumo,<br />
per restare lì, ma invisibile,<br />
essere presente in tutto, ma lungi,<br />
conservare la mia identità oscura,<br />
legata al ritmo della primavera.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>LA PAGINA FINALE - RODOLFO VETTORELLO</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 07:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>figliadellabora.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[
LA PAGINA FINALE
Se mai dovessi
scegliermi un luogo e un tempo per morire,
vorrei che fosse dove e come adesso,
con questa luna bianca appesa in cielo
e una laguna come di metallo.
Che fosse proprio in questo tempo d’ora
e in questo istante che non ho paura.
Vorrei sembrasse come andare lungo
le mulattiere a lato degli stagni
e per sentieri persi tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
LA PAGINA FINALE<br />
Se mai dovessi<br />
scegliermi un luogo e un tempo per morire,<br />
vorrei che fosse dove e come adesso,<br />
con questa luna bianca appesa in cielo<br />
e una laguna come di metallo.<br />
Che fosse proprio in questo tempo d’ora<br />
e in questo istante che non ho paura.<br />
Vorrei sembrasse come andare lungo<br />
le mulattiere a lato degli stagni<br />
e per sentieri persi tra le canne.<br />
Che fosse come un viaggio solitario<br />
in una notte chiara come questa<br />
che non è tardi ma non è più sera.<br />
Vorrei seguire i passi solitari<br />
dei cacciatori all’alba che si acquattano<br />
per insidiare le anatre di passo.<br />
Straziante questa attesa che finisca<br />
la pagina di un libro che si chiude.<br />
Io leggo sempre adagio; non so farlo<br />
che sillabando, come gli scolari<br />
e quando arrivo al fondo del manuale<br />
rallento perché duri un altro poco<br />
il tempo della pagina finale.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Se (Lettera al figlio) - Rudyard Kipling - 1910</title>
		<link>http://figliadellabora.it/2010/07/09/se-lettera-al-figlio-rudyard-kipling-1910/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 14:44:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>figliadellabora.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arte Visiva]]></category>

		<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[
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Se riesci a mantenere il controllo quando tutti intorno a te perdono il loro e te ne attribuiscono la colpa.
Se puoi confidare in te stesso quando tutti dubitano di te pur tenendo conto del loro dubitare.
Se sai aspettare senza stancarti di farlo o essere circondato da bugie senza darvi credito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><code>
<object	type="application/x-shockwave-flash"
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</object></code></p>
<p>Se riesci a mantenere il controllo quando tutti intorno a te perdono il loro e te ne attribuiscono la colpa.</p>
<p>Se puoi confidare in te stesso quando tutti dubitano di te pur tenendo conto del loro dubitare.</p>
<p>Se sai aspettare senza stancarti di farlo o essere circondato da bugie senza darvi credito o essere odiato senza dar spazio all&#8217;odio e ciò senza sembrare troppo buono o troppo saggio.</p>
<p>Se puoi sognare, senza rendere i sogni tuoi padroni.</p>
<p>Se sai pensare, senza rendere i pensieri il tuo obiettivo.</p>
<p>Se puoi incontrare il trionfo e la sconfitta e trattare questi due impostori alla stessa stregua.</p>
<p>Se puoi tollerare di udire la verità da te pronunciata stravolta da disonesti che intessono trappole per gli ingenui o vedere le cose per le quali hai dato la vita, distrutte e fermarti e costruirle di nuovo.</p>
<p>Se sai raccogliere tutte le tue vittorie e rischiarle con un lancio a testa o croce e perdere e ricominciare ancora dall&#8217;inizio e mai sussurrare una parola della tua perdita.</p>
<p>Se puoi sforzare il tuo cuore, nervi e muscoli per servire al tuo scopo ben al di là delle loro possibilità e così andare avanti quando più nulla in te tranne la volontà dice loro &#8220;tieni duro!&#8221;</p>
<p>Se puoi parlare con le folle e mantenere il tuo valore o camminare con i re senza perdere di semplicità.</p>
<p>Se né i nemici e neppure gli amici più cari possono ferirti.</p>
<p>Se tutti possono contare su di te ma nessuno eccessivamente.</p>
<p>Se puoi riempire un minuto con un viaggio lungo sessanta secondi.</p>
<p>Tua è la terra e quanto vi è in essa, e cosa ancor più importante,<br />
sarai un uomo, figlio mio!</p>
<p>PAROLE NOTE<br />
Poesia, musica e prosa convivono in un esperimento insolito, che assume un valore più elevato perché ha uno scopo benefico - etichetta Universal Music, il cd Parole Note, un progetto realizzato in collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title></title>
		<link>http://figliadellabora.it/2010/06/04/134/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 10:05:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>figliadellabora.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;Questo noi sappiamo: la  terra non appartiene all&#8217;uomo, è l&#8217;uomo che appartiene alla terra. Tutte  le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è  stato l&#8217;uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo.  Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://i180.photobucket.com/albums/x210/elenweiss/3950188921_5894f25c6d.jpg" height="235" width="166" /></p>
<p><font color="#000000"><strong><em>&#8220;Questo noi sappiamo: la  terra non appartiene all&#8217;uomo, è l&#8217;uomo che appartiene alla terra. Tutte  le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è  stato l&#8217;uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo.  Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso.&#8221;</em><br />
-Capo  Seattle</strong></font></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>LA LINEA D&#8217;OMBRA - UMBERTO CROCETTI</title>
		<link>http://figliadellabora.it/2010/05/26/la-linea-dombra-umberto-crocetti/</link>
		<comments>http://figliadellabora.it/2010/05/26/la-linea-dombra-umberto-crocetti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 May 2010 07:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>figliadellabora.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[ LA LINEA D&#8217;OMBRA
Ti trascino
per i varchi della mia incostanza
afferrandoti per il braccio
su cui è tatuato il disappunto
e cerco nel tuo volto i segni del
disagio, con un timore dentro
che scorgo ad ogni lampo di coscienza.
Con incroci di addii
ho progettato il calvario della notte
ed ho bendato gli occhi al pensiero che dorme,
perché non senta il dramma
del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> LA LINEA D&#8217;OMBRA</p>
<p>Ti trascino<br />
per i varchi della mia incostanza<br />
afferrandoti per il braccio<br />
su cui è tatuato il disappunto<br />
e cerco nel tuo volto i segni del<br />
disagio, con un timore dentro<br />
che scorgo ad ogni lampo di coscienza.</p>
<p>Con incroci di addii<br />
ho progettato il calvario della notte<br />
ed ho bendato gli occhi al pensiero che dorme,<br />
perché non senta il dramma<br />
del risveglio.</p>
<p>Ma al di là di ogni parola c&#8217;è un<br />
silenzio, al di là di ogni sguardo<br />
un altro cielo</p>
<p>e tu ridi<br />
camminando sul filo del tuo sogno<br />
e poi cedi, ridendo, ad un pianto improvviso,<br />
mentre dita confuse tra il ritrarsi e il cercare<br />
svelte tornano al braccio<br />
ad impedire il volo.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>PALME - JUAN VICENTE PIQUERAS</title>
		<link>http://figliadellabora.it/2010/05/26/palme-juan-vicente-piqueras/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 07:17:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>figliadellabora.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[ PALME
Nasciamo dalla sete. Siamo palme
che crescono a forza di perdere
i propri rami. I tronchi sono ferite,
cicatrici rimarginate dal vento e dalla luce,
quando il tempo, quello che fa e quello che trascorre,
occupa il cuore e lo trasforma in nido
di perdite, ne erige la sua aspra colonna.
E per questo le palme sono allegre
come coloro che hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> PALME</p>
<p>Nasciamo dalla sete. Siamo palme<br />
che crescono a forza di perdere<br />
i propri rami. I tronchi sono ferite,<br />
cicatrici rimarginate dal vento e dalla luce,<br />
quando il tempo, quello che fa e quello che trascorre,<br />
occupa il cuore e lo trasforma in nido<br />
di perdite, ne erige la sua aspra colonna.</p>
<p>E per questo le palme sono allegre<br />
come coloro che hanno saputo soffrire in solitudine<br />
e ora si cullano nell&#8217;aria, spazzano nubi<br />
e dalle loro chiome consegnano<br />
inni alla luce, fonti di fuoco,<br />
ventagli a dio, addio a tutto.<br />
Tremano, testimoni di un miracolo<br />
che conoscono soltanto loro.</p>
<p>Siamo come la sete delle palme<br />
e ogni ferita aperta verso la luce<br />
ci fa sempre più alti, più felici.<br />
Perdite sono i nostri tronchi. È trono<br />
il nostro dolore. Non è bello<br />
soffrire ma bisogna aver sofferto<br />
per sentire, come un intimo nido,<br />
la meraviglia dei sopravissuti<br />
che ringraziano l&#8217;aria, e poi scoppiano<br />
per l&#8217;alta gioia in mezzo al deserto.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>MIA MADRE - PAOLO CARBONAIO</title>
		<link>http://figliadellabora.it/2010/05/26/mia-madre-paolo-carbonaio/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 07:16:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>figliadellabora.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[ MIA MADRE
Ti ho riempito la valigia.
E&#8217; piena di era e di fu
di momenti e pensieri
di volti e nomi
sorrisi e lacrime.
Aspettiamo assieme
che il treno parta.
Mi lascerai in silenzio
mentre ti fai
sempre più piccola.
E&#8217; il solito treno
che già conosci.
L&#8217;hai visto partire
altre volte
dalla nostra stazione
sempre più vuota.
Agli addii
ci siamo abituati.
Lo sai.
E quando arrivi
salutami gli altri.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> MIA MADRE</p>
<p>Ti ho riempito la valigia.<br />
E&#8217; piena di era e di fu<br />
di momenti e pensieri<br />
di volti e nomi<br />
sorrisi e lacrime.<br />
Aspettiamo assieme<br />
che il treno parta.</p>
<p>Mi lascerai in silenzio<br />
mentre ti fai<br />
sempre più piccola.<br />
E&#8217; il solito treno<br />
che già conosci.<br />
L&#8217;hai visto partire<br />
altre volte<br />
dalla nostra stazione<br />
sempre più vuota.</p>
<p>Agli addii<br />
ci siamo abituati.<br />
Lo sai.<br />
E quando arrivi<br />
salutami gli altri.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;inno omerico XIV, dedicato a Gaia, la Madre dei viventi</title>
		<link>http://figliadellabora.it/2010/05/09/linno-omerico-xiv-dedicato-a-gaia-la-madre-dei-viventi/</link>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 09:19:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>figliadellabora.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[ BODY { font-family: Courier New; font-size: 10pt; color: 000000; margin-left: 25 px; margin-top: 50 px; background-position: top left; background-repeat: no-repeat; } L&#8217;inno omerico XIV, dedicato a Gaia, la Madre dei  viventi
“Gaia io canterò, la madre universale, dalle salde  fondamenta,
antichissima, che nutre tutti gli esseri, quanti vivono sulla  terra;
quanti si muovono sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> BODY { font-family: Courier New; font-size: 10pt; color: 000000; margin-left: 25 px; margin-top: 50 px; background-position: top left; background-repeat: no-repeat; } L&#8217;inno omerico XIV, dedicato a Gaia, la Madre dei  viventi</p>
<p>“Gaia io canterò, la madre universale, dalle salde  fondamenta,<br />
antichissima, che nutre tutti gli esseri, quanti vivono sulla  terra;<br />
quanti si muovono sulla terra divina o nel mare<br />
e quanti volano,  tutti si nutrono dell’abbondanza che tu concedi.</p>
<p>Grazie a te gli uomini sono fecondi di figli, e ricchi di messi,<br />
signora;  è in tuo potere dare o togliere la vita<br />
agli uomini mortali. Felice colui che  nel tuo cuore<br />
tu benevola onori: a lui senza limite affluisce ogni  bene.<br />
Per lui sono gravati dal raccolto i solchi apportatori di vita,<br />
e  nei campi ha gran copia di bestiame; la sua casa è piana di ricchezze.<br />
Tali  uomini regnano con giustizia sulle città delle belle donne<br />
e li accompagna  grande benessere, e prosperità;<br />
esultano i figli di letizia giovanile,<br />
e,  nei cori ornati da ghirlande, con animo lieto,<br />
danzando si rallegrano, tra i  fiori del prato, le figlie<br />
di coloro che tu onori, o dea veneranda, forza  generosa.</p>
<p>Salve, madre degli dei, consorte del cielo stellato;<br />
concedimi benigna, in  cambio del mio canto, la prosperità che conforta il cuore;<br />
ed io mi ricorderò  di te, e di un altro canto ancora.”</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Supplica a mia madre P.P.Pasolini</title>
		<link>http://figliadellabora.it/2010/05/07/supplica-a-mia-madre-pppasolini/</link>
		<comments>http://figliadellabora.it/2010/05/07/supplica-a-mia-madre-pppasolini/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 07:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>figliadellabora.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://figliadellabora.it/2010/05/07/supplica-a-mia-madre-pppasolini/</guid>
		<description><![CDATA[Supplica           a mia madre
 
&#160;
&#160;
E&#8217;  difficile dire           con parole di figlio
ciò a cui  nel cuore           ben poco assomiglio.
&#160;
Tu sei la  sola al  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Supplica           a mia madre</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E&#8217;  difficile dire           con parole di figlio</p>
<p>ciò a cui  nel cuore           ben poco assomiglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tu sei la  sola al           mondo che sa, del mio cuore,</p>
<p>ciò che è  stato           sempre, prima d&#8217;ogni altro amore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo  devo           dirti ciò ch&#8217;è orrendo conoscere:</p>
<p>è dentro la  tua           grazia che nasce la mia angoscia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sei  insostituibile.           Per questo è dannata</p>
<p>alla  solitudine la           vita che mi hai data.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E non  voglio esser           solo. Ho un&#8217;infinita fame</p>
<p>d&#8217;amore,  dell&#8217;amore           di corpi senza anima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perché  l&#8217;anima è           in te, sei tu, ma tu</p>
<p>sei mia  madre e il           tuo amore è la mia schiavitù:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ho passato           l&#8217;infanzia schiavo di questo senso</p>
<p>alto,  irrimediabile,           di un impegno immenso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Era l&#8217;unico  modo per           sentire la vita,</p>
<p>l&#8217;unica  tinta,           l&#8217;unica forma: ora è finita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sopravviviamo:  ed è           la confusione</p>
<p>di una vita  rinata           fuori dalla ragione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ti  supplico, ah, ti           supplico: non voler morire.</p>
<p>Sono qui,  solo, con           te, in un futuro aprile…</p>
<blockquote><p>  poesie di Pasolini</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un gioiello di Nazim Hikmet</title>
		<link>http://figliadellabora.it/2010/05/01/un-gioiello-di-nazim-hikmet/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 08:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>figliadellabora.it</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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Un gioiello di Nazim Hikmet

Il più bello dei mari
è quello che non
navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più
belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che
vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora
detto.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://s524.photobucket.com/albums/cc326/xfilesproject/?action=view&amp;current=tumblr_kvy3omPD5z1qze7zro1_500.jpg" target="_blank"><img src="http://i524.photobucket.com/albums/cc326/xfilesproject/th_tumblr_kvy3omPD5z1qze7zro1_500.jpg" alt="Image Source,Photobucket Uploader Firefox Extension" border="0" /></a></p>
<p>Un gioiello di Nazim Hikmet<br />
<!--emo&amp;:)--><!--endemo--></p>
<p>Il più bello dei mari<br />
è quello che non<br />
navigammo.<br />
Il più bello dei nostri figli<br />
non è ancora cresciuto.<br />
I più<br />
belli dei nostri giorni<br />
non li abbiamo ancora vissuti.<br />
E quello<br />
che<br />
vorrei dirti di più bello<br />
non te l’ho ancora<br />
detto.</p>
]]></content:encoded>
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